Crimini informatici

  • I professionisti di 01 LEX coniugano l’anima nerd con il diritto penale, per offrire al cliente l’assistenza legale necessaria nell’ambito dei reati di nuova generazione

  • Tecnici e legali uniscono le forze per affrontare i reati di: accesso abusivo ai sistemi informatici, furto di identità, revenge porn, phishing e tutte le fattispecie connesse all’uso improprio della tecnologia

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Crimini informatici

L’importanza dell’avvocato “ibrido”

Sia le vittime, che i presunti autori di reati informatici, hanno bisogno di essere difesi. Affrontare i reati informatici richiede una formazione tecnica specialistica che non tutti gli avvocati possiedono. Il supporto dei partner tecnici specializzati d 01 LEX è fondamentale, ma è altrettanto fondamentale che l’avvocato per primo sia dotato di un solido bagaglio tecnico - informatico. Conoscere i fondamentali dell’informatica oltre che del diritto consente al professionista di inquadrare meglio le esigenze del cliente e nello stesso tempo di parlare la stessa lingua dei consulenti con i quali collabora.

Dalla parte della vittima
Dalla parte della vittima

Essere vittima di reati informatici rende particolarmente difficile la difesa, perché gli strumenti tecnologici sono molto potenti ma nello stesso tempo inafferrabili. I reati informatici sono in costante aumento e occorre la giusta preparazione per affrontarli

Avvocato ibrido
Avvocato ibrido

Sempre più si avverte l’esigenza di un avvocato che sia ibrido. Cioè di un professionista che sappia coniugare le conoscenze tecnico giuridiche con le conoscenze di natura tecnico informatica.

Contro le accuse ingiuste
Contro le accuse ingiuste

Ogni persona è innocente fino a prova contraria. Smontare le accuse, con i reati di nuova generazione, diventa sempre più complicato e richiede una profonda conoscenza degli strumenti utilizzati per la commissione dei reati informatici e delle casistiche più ricorrenti.


L'impressionante impatto in Italia dei crimini informatici

87 %

il numero delle organizzazioni italiane che ha subito un attacco informatico riuscito nel 2021

6

la posizione in "classifica" dell'Italia, sesto paese al mondo per attacchi e reati informatici


Gli errori più comuni

Approfondimenti

Gli errori più comuni che possono portare a situazioni spiacevoli

  • “Tanto su internet c’è l’anonimato…”

  • “La mia banca mi chiede le credenziali di accesso, devo dargliele!”

  • “Utilizzerò la stessa password per tutti i miei servizi, chi vuoi che lo scopra…”

  • “Mi ha giurato che conserverà i video solo per sé…”

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FAQ

Alcuni chiarimenti sui crimini informatici

Che cosa si intende per crimine informatico?

Con l’espressione crimine informatico ci si riferisce ad una tipologia di reati commessi o tentati attraverso l’abuso della tecnologia informatica, da intendersi in senso ampio con riferimento sia all’hardware che al software. Quando si parla di questa tipologia di crimini è bene comprendere che la tecnologia informatica può essere sia lo strumento che l’obiettivo degli attaccanti.

Che cos’è il revenge porn?

Secondo la definizione data dal Garante Privacy Italiano, il “revenge porn” consiste nell’invio, consegna, cessione, pubblicazione o diffusione, da parte di chi li ha realizzati o sottratti e senza il consenso della persona cui si riferiscono, di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito destinati a rimanere privati. Tale diffusione avviene di solito a scopo vendicativo (ad esempio per “punire” l’ex partner che ha deciso di porre fine ad un rapporto amoroso), per denigrare pubblicamente, ricattare, bullizzare o molestare. Il reato è previsto è punito dall’art. 612 ter del codice penalee

Che cos’è il phishing?

Il phishing è un tipo di truffa realizzata attraverso gli strumenti informatici. Nel phishing l’attaccante contatta la vittima fingendo di essere un soggetto affidabile e conosciuto con il fine di farsi trasmettere dati personali quali ad esempio: credenziali di account, dati bancari, nomi, indirizzi eccetera. Lo scopo dell’attaccante è quello di rubare e utilizzare i dati della vittima così acquisiti, o per danneggiarla personalmente, oppure per mettere in atto schemi truffaldini ancora più ampi nei quali la vittima diventa complice inconsapevole del criminale.

Che cosa si intende per accesso abusivo ai sistemi informatici?

Il reato di accesso abusivo ad un sistema informatico, ai sensi dell’art. 615 ter del codice penale, punisce chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza, ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo. La fattispecie è aggravata da una serie di circostanza che comportano, se accertate, l’aumento delle pene base previste. L’accesso abusivo può avvenire ad esempio per trafugare dati o informazioni. Oppure può avvenire con il fine di installare software malevoli all’interno della macchina, quali backdoor e malware, fino ai più moderni ransomware, ossia quei software che criptano tutto il contenuto di un computer rendendolo inutilizzabile. In questi casi gli attaccanti chiedono un riscatto in cambio della chiave per decriptare i file.

Che cos’è il furto di identità digitale?

Con l’espressione “furto di identità digitale” ci si riferisce a tutte quelle situazioni in cui un attaccante si impossessa dell’identità della vittima e la utilizza per impersonare la vittima e ottenere in tal modo vantaggi indebiti. Il furto puà avvenire in tanti modi, ad esempio tramite il phishing, o tramite tecniche di ingegneria sociale. Oppure ancora tramite il furto di dati e informazioni, a seguito di un accesso abusivo, con le quali il criminale informatico può ad esempio effettuare acquisti on line, richiedere prestiti, noleggiare veicoli e in generale compiere reati fingendosi qualcun altro.

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